Takemusu - Spontaneo

武 産 合 氣
TAKE MUSU AI KI

Questa parola fu coniata dal Fondatore dell’Aikido Morihei Ueshiba per descrivere la sua arte.

E’ spesso tradotta con "fonte inesauribile di tecniche aiki".

Ma vorrei arrivare alla traduzione che, secondo me, meglio si addice, ovvero "aikido spontaneo".

La prima analisi, dal punto di vista grafico, trascurando per ora il terzo e quarto ideogramma (ai ki), si sofferma sui primi due: 武, take, e 産, musu. Il primo, è l’ideogramma 武, bu, in questo caso nella sua pronuncia KUN* take: indica la guerra, come in 武 士 (bushi) guerriero, 武道, budo come guerra, o via delle arti marziali , bushido 武士道 codice d’onore del guerriero.

Il secondo kanji 産, nella pronuncia KUN* è musu, nella pronuncia ON* è san, è molto utilizzato, attualmente, al 161° posto nella classifica degli ideogrammi più utilizzati nella carta stampata giapponese, vuol dire letteralmente “produzione industriale”. Ad esempio, in Giappone (日本, nihon, “giappone”, ovvero "sol levante"), il nome della nota casa automobilistica Nissan日産, vuol dire “produzione giornaliera”, considerando 日 ni(chi) nel suo significato di “giorno”, e 産 san ,nella sua sfumatura di “nascita” .

Infatti questo ideogramma 産, musu è composto dai due radicali 产 , chǎn, “partorire, portare avanti, nascita” e 生, “vita”.

In contrapposizione a quanto era nel passato legato al concetto di marzialità, distruzione e morte, è, nel takemusu, associato ad un concetto di nascita, di produzione, di creazione di arte marziale. Al giorno d’oggi, la parola “spontaneo”, ha assunto una valenza in cui una persona “spontanea” è una persona trasparente, non costruita, semplice, che dice quello che pensa e pensa quello che dice, impulsivo. Che è contrapposto all’artificiale al costruito, In realtà la spontaneità ha tutt’altre origini. Già nell’etimologia, la “sponte” ha la valenza come in “sua sponte” ovvero di sua libera volontà.

significato del termine spontaneo La parola volontà è quasi scomparsa dal lessico quotidiano. E’ stata sostituita dalla parola libertà, intesa come libertà di fare quello che ci pare seguendo il desiderio spontaneo, l’impulso immediato. La volontà invece è un comando che noi diamo a noi stessi e spesso consiste proprio nello sforzo per resistere all’impulso immediato e realizzare un ideale, un valore, un fine. E’ questo che ci insegna «Pinocchio». Il burattino viene continuamente distratto da nuovi desideri: le marionette, il gatto e la volpe, il paese dei balocchi. Non ha volontà, cede sempre all’impulso immediato e, perciò, va incontro a continue disgrazie. All’estremo opposto invece oggi la volontà viene vista come una violenza su noi stessi che ci fa perdere la spontaneità. Sono due posizioni estreme, entrambe sbagliate [..]” Francesco Alberoni – Corriere della Sera – Anche Alberoni usa in questo articolo la parola spontaneo contrapposto alla volontà. In realtà la spontaneità non è in contrapposizione alla volontà, bensì è una espressione della propria volontà. Espressione di una azione conscia e consapevole.

Non ci può essere spontaneità senza volontà. Il punto è che la spontaneità è qualcosa che nasce di impulso, dove in termini fisici-meccanici è il movimento minimo, ciò che supera l’inerzia, il movimento non condizionato.

gamer locandina Nel film GAMER film di fantascienza del 2009
la trama parte dal presupposto di un mondo in cui la tecnologia ha realizzato il controllo a distanza dei corpi umani.
In tale tecnologia, però, c’e’ una “latenza”, un ritardo dovuto al comando del controllore e la ricezione dell’impulso da parte del controllato.

La spontaneità nell’aikido deve mirare ad annullare questa latenza, questa lag tra il pensiero di eseguire una tecnica e l’esecuzione della tecnica stessa.
Deve diventare naturale, intrinseca, spontanea.
Non impulsiva. Non "involontaria".




* i kanji hanno due modi di lettura, o pronunce, la pronuncia on (on-yomi) e la pronuncia kun (kun-yomi).
La lettura “kun” è usata prevalentemente quando il kanji è isolato sia come parola a se stante sia quale aggettivo o radice verbale.
La lettura “on” è basata sulla pronuncia originale cinese del kanji ed è usata tipicamente quando il kanji è parte di una parola composta, vale a dire scritto con almeno un altro kanji per formare una parola.

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